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Al Cineca il cuore del supercomputer Leonardo, batte con Cefla.


Al Cineca di Bologna il cuore di Leonardo ha iniziato a battere nelle scorse settimane.

Il supercomputer, installato alle ex Manifatture Tabacchi, si appresta a scalare la classifica dei calcolatori più potenti al mondo: a regime sarà in grado di sviluppare una potenza di calcolo fino a 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo e avrà una capacità di archiviazione di oltre 100 petabyte.

La capacità di gestire e analizzare una mole così complessa di dati è uno dei fattori chiave su cui si giocherà lo sviluppo futuro non solo dell’Emilia Romagna, ma anche dell’Italia e dell’Europa. Leonardo sarà al servizio di università, laboratori e aziende: potrà supportare la ricerca scientifica e il mondo produttivo nell’innovazione e digitalizzazione.

A coordinare la realizzazione della struttura che protegge e consente al super-computer Leonardo di funzionare è Cefla, capofila dell’associazione temporanea di imprese che nel 2021 si è aggiudicata la gara per la realizzazione: un appalto pubblico da 30 milioni di euro, per la parte impiantistica, e 15 milioni, per la parte edile.

“Per far funzionare il supercomputer servono 10 Mega-watt di energia. Per mantenerlo a una temperatura costante di 32 gradi sono necessarie quattro centrali. Per il 95% il raffrescamento è ad acqua e per il 5% ad aria. Le centrali ricevono acqua calda e la raffreddano con drycooler per reimmetterla in circolo: si tratta di mille metri cubi che scorrono nel sottosuolo lungo 4 tunnel all’interno di 5 chilometri di tubature”.
Massimo Milani, direttore della business unit Cefla Engineering

“Al primo piano si trovano le centrali dedicate alla trasformazione e distribuzione elettrica. Qui sono stati posizionati 8 trasformatori da 2,5 Mw e quadri di media tensione da 6 tonnellate l’uno. Prima di gettare il pavimento vero e proprio in grado di sorreggere il peso è stato realizzato un piano di carico provvisorio”.
Samuele Pasini, project manager Impianti Cefla

“I lavori hanno subito un rallentamento per la scoperta di una necropoli romana e i tempi di consegna del primo stralcio sono slittati di alcuni mesi. Il 10 ottobre era la scadenza del primo obiettivo, cioè l’accensione completa di Leonardo, mentre la piena operatività è prevista da febbraio. In prospettiva gli spazi dedicati a Leonardo saranno raddoppiati. L’appalto comprende anche la sistemazione di un secondo edificio che sarà occupato dal data center dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. In questo caso la scadenza è fissata per l’estate 2023″.
Daniele Spada, responsabile Cefla dell’associazione temporanea di imprese

“L’aspetto più rilevante di questa commessa è il prestigio. Nel tempo abbiamo realizzato opere altrettanto impegnative a livello dimensionale, ma questa commessa comporterà una visibilità nazionale e internazionale unica. Il fatto che Cefla abbia competenze diversificate, secondo noi è un vantaggio da preservare e su cui investire anche in futuro. I vantaggi a livello di immagine si potranno poi riverberare anche sulle altre nostre divisioni, perché il riconoscimento del marchio è unico per tutte le aree di business dell’azienda. Anche per questo abbiamo accettato la sfida, in un momento particolarmente complicato per una serie di motivi comuni a tutti: dai costi crescenti per tutti i materiali di cui ci si deve approvvigionare in cantiere, alla difficoltà di reperibilità di alcuni com-ponenti. Un altro aspetto rilevante è stato il fatto di dover gestire complesse esigenze impiantistiche all’interno di un edificio storico, con vincoli architettonici e strutturali da rispettare. Una sfida vinta anche da questo punto di vista”.
Gianmaria Balducci, Presidente di Cefla

Pubblicato il 4° Bilancio di Sostenibilità di Cefla